Il "cuore" del nuovo Codice dei contratti pubblici: i "principi" che modificano il rapporto tra Pubblica Amministrazione e mercato. Come cambia il modo di predisporre, partecipare e valutare l'esito delle gare.
Nelle lezioni che tengo in SNA, affronto il "cuore" del nuovo Codice dei Contratti, analizzando con i dirigenti pubblici delle amministrazioni centrali, periferiche e locali, anche i "principi" che fanno da "indirizzo" e "sostegno" a tutte le norme che compongono il nuovo diritto degli appalti pubblici. Nel costruire, partecipare, od impugnare gli esiti di una gara, gli operatori non potranno più fare a meno di confrontarcisi.
1. Introduzione – Dal formalismo al risultato
• Breve inquadramento: il D.Lgs. 36/2023 come codice “di principi”.
• L’impostazione del legislatore: superare la burocrazia difensiva e costruire un sistema fondato su fiducia, responsabilità e risultato.
• I principi come bussola interpretativa e applicativa (art. 4): centralità sistematica.
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2. Il principio del risultato (art. 1)
• Cos’è, come si collega al buon andamento (art. 97 Cost.).
• Dal rispetto formale alla misurazione della performance pubblica: qualità, tempi e rapporto costi-benefici.
• Funzione “nomogenetica” e impatto operativo per PA e imprese.
• Il ruolo della giurisprudenza (es. TAR Sicilia Catania 3738/2023).
• Effetti concreti: discrezionalità guidata, responsabilità orientata all’efficienza, incentivi per chi raggiunge il risultato.
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3. Il principio della fiducia (art. 2)
• La “rivoluzione culturale” del Codice: dal sospetto alla collaborazione.
• Fiducia reciproca tra PA e operatori economici come base del sistema.
• Superamento della “paura della firma” e valorizzazione della discrezionalità responsabile.
• Tutela per i funzionari (copertura assicurativa e formazione) e per le imprese (certezza procedimentale).
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4. Il principio dell’accesso al mercato (art. 3)
• Il mercato come spazio di opportunità, non di mera competizione.
• Favorire la partecipazione, in particolare di PMI e imprese locali.
• I principi di proporzionalità, trasparenza e pubblicità come garanzia di apertura reale.
• Il legame tra semplificazione e parità di trattamento.
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5. La “natura fondante” dei tre principi (art. 4)
• Gerarchia dei principi: risultato, fiducia e accesso al mercato come chiave interpretativa prioritaria.
• Significato operativo: nel dubbio interpretativo, prevale la soluzione che realizza il risultato, rafforza la fiducia e garantisce la concorrenza.
• Effetto sistemico: riduzione dell’arbitrio, prevedibilità delle decisioni e chiarezza per operatori e stazioni appaltanti.
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6. Gli altri principi a completamento del sistema
• Buona fede e tutela dell’affidamento (art. 5): la P.A. non può deludere le legittime aspettative dell’operatore.
• Solidarietà e sussidiarietà orizzontale (art. 6): la collaborazione con il Terzo Settore come forma di co-amministrazione.
• Auto-organizzazione amministrativa (art. 7) e autonomia contrattuale (art. 8): equilibrio tra libertà gestionale e rispetto delle regole.
• Conservazione dell’equilibrio contrattuale (art. 9): attenzione al rischio d’impresa e stabilità dei rapporti.
• Tassatività delle cause di esclusione e massima partecipazione (art. 10).
• Applicazione dei CCNL di settore (art. 11): tutela del lavoro e leale concorrenza.
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7. Conclusione – Un cambio di paradigma
• Il Codice del 2023 non è solo una riforma tecnica, ma un cambio di mentalità.
• PA e imprese sono chiamate a un rapporto di fiducia reciproca e di responsabilità condivisa.
• L’obiettivo non è “fare le gare”, ma “fare bene gli appalti”: ottenere risultati utili per la collettività.