In dieci anni di docenza alla Scuola Nazionale dell’Amministrazione ho incontrato dirigenti, funzionari, consiglieri di prefettura, ufficiali e tecnici dello Stato.
Insieme abbiamo osservato la quotidiana difficoltà nel conciliare efficacia e procedure, nel garantire risultati senza tradire le regole, nel misurarsi ogni giorno con il principio — oggi espresso nel nuovo Codice dei contratti pubblici — del risultato come parametro dell’azione amministrativa da rivolgere a favore di imprese e cittadini.
👉 È su questo terreno che si misura la maturità amministrativa dello Stato: nella capacità di tenere insieme speditezza, responsabilità, rispetto della legalità sostanziale, crescita del Paese.
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Nel corso per consiglieri di prefettura e per l'accesso alla qualifica di viceprefetto studiamo la struttura e l'applicazione dell’articolo 32 del D.L. 90/2014 — introdotto nel cuore della stagione “anticorruzione” seguita ai casi Expo e Mose —
preservare l’attività produttiva quando l’impresa è toccata da procedimenti penali legati agli appalti o da condizionamenti mafiosi, evitando che la sanzione si trasformi in morte civile.
La norma attribuisce al Prefetto il potere di disporre il commissariamento temporaneo delle aziende coinvolte, sostituendo gli organi societari per il tempo necessario a garantire continuità gestionale e correttezza dei rapporti con la pubblica amministrazione.
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Dieci anni di applicazione ci consegnano un dato importante:
il commissariamento non è solo uno strumento di bonifica, ma un banco di prova della tenuta complessiva dell’impresa e del sistema amministrativo che la circonda.
Le aziende che entrano in questa fase si trovano ad affrontare, in tempi stretti, questioni di governance, tracciabilità dei flussi, reputazione e rapporto con i committenti pubblici e privati.
Dall’altra parte, le prefetture e i funzionari dello Stato chiamati a gestire l’intervento devono garantire rapidità, equilibrio e coerenza: agire per proteggere il mercato e insieme assicurare legalità.
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In questo scenario, il ruolo del professionista che assiste l’impresa — prima, durante e dopo l’intervento prefettizio — diventa cruciale.
Significa saper coniugare tecnica giuridico-amministrativa, sensibilità economica e capacità di dialogo istituzionale.
Significa comprendere le esigenze e i vincoli di chi opera nelle amministrazioni, ma anche saper parlare il linguaggio dell’impresa e dei suoi tempi.
👉 Predisporre piani di compliance, riorganizzare le deleghe, ricostruire i presidi 231, accompagnare la direzione nella verifica dei rapporti contrattuali con la pubblica amministrazione.
Sono tutte azioni che permettono di trasformare la fase commissariale da trauma a occasione di rigenerazione organizzativa.
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Accanto alla gestione delle crisi, l’esperienza di questi anni mostra quanto sia decisivo il lavoro a monte:
molte imprese, anche sane, hanno compreso che la costruzione di un sistema di compliance credibile e verificabile rappresenti oggi un vero rating di reputazione.
Un’impresa che sa documentare procedure, tracciabilità e presidi di controllo non solo riduce il rischio di interdittiva o commissariamento, ma accresce la propria competitività negli appalti e nelle partnership pubblico-private.
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La sfida del prossimo decennio non è solo affinare l’articolo 32, ma fare della legalità un elemento strutturale della governance aziendale e amministrativa.
È su questo terreno — quello dove la norma incontra la vita dell’impresa e l’azione dello Stato — che si misurerà la capacità dei professionisti, dei funzionari e dei dirigenti d'impresa di dare continuità alla fiducia.
💬 La legalità, quando è ben amministrata e ben praticata, non è un limite:
è la più solida forma di protezione dell’economia e del buon governo.
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Chi opera in questi ambiti sa quanto sia importante parlarne.
Confrontarsi oggi su queste esperienze significa contribuire, ciascuno nel proprio ruolo, a costruire una cultura amministrativa capace di unire impresa, fiducia e Stato di diritto.
Angelo Tuzza - Avvocato - Amministratore Giudiziario - Docente di Diritto degli Appalti Pubblici e della Legalità Amministrativa presso la Scuola Nazionale dell'Amministrazione Presidenza del Consiglio dei Ministri - Università degli Studi di Roma "Unitelma Sapienza"